domenica 6 ottobre 2013

Archetipi

Il Mito di Lilith

Dio disse  (Gen 2,18) “Non è bene per l'uomo vivere solo” così, dalla stessa terra con cui aveva creato Adamo, creò la prima donna e la chiamò Lilith. Lilith fu la prima donna nel Paradiso Terrestre e, come Adamo, fu creata dal miscuglio di fango e saliva e nelle sue narici fu insufflato il soffio della vita. Adamo e Lilith, cominciarono quasi subito a litigare. Lei disse: “Io non sarò sottomessa a te” e lui disse: “Non voglio essere sottomesso a te. Non voglio stare sotto di te, ma solo sopra. Tu sei adatta solo per stare sotto di me, mentre io sono stata creato per stare sopra di te”.  Lilith ribatté:  “Noi due siamo uguali, perché siamo stati creati con la stessa terra, da Dio, nello stesso modo. Adamo non la ascoltò e Lilith, irata, pronunciò il nome di Dio e volò via.”
 ..Dio si accorse della solitudine in cui versava Adamo (Genesi 2,20-22) così “..plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo”. Eva, si dimostrò più arrendevole e subalterna rispetto alla precedente tanté che Adamo non litigò con lei su chi avrebbe dovuto sottomettersi.

Lilith soffre il dolore del mondo, Lei, nata per essere uguale all'uomo, femmina libera e indomita, non è adatta al sistema patriarcale come invece può esserlo Eva, morigerata, sottomessa e accondiscendente. In Lilith convivono due desideri inconciliabili (per una società maschilista), il desiderio di libertà e di uguaglianza con il partner e quello della maternità.
Eterna ribelle, solitaria e bellissima Lilith si è trasformata, col tempo, nell’archetipo forse più potente e più affascinante della psiche umana, quello della "Femme Fatale". Volto nascosto della luna, lunghi capelli fluenti e voluttuosi, seno turgido e sodo che svetta su un corpo perfetto regale e alato,  attraente e conturbante, desiderata e temuta dal maschio, prima seduce e poi assorbe, come un pozzo senza fondo, tutte le energie vitali. Una commistione di seduzione erotica e vampiresca. 

P.S.Genesi 2:16: “e Dio impose ... all'albero della conoscenza del bene e del male  non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire". Il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora Eva vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò” poi ne diede anche ad Adamo, che era con lei.. “Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi”.

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