domenica 13 ottobre 2013

Emozioni

La Vergogna

Genesi 2:16: “e Dio impose ...all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire". Il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male". Allora Eva...prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche ad Adamo che era con lei ... "Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; cosi cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi. Poi udirono la voce dell'Eterno DIO e l'uomo e sua moglie si nascosero fra gli alberi. DIO chiamò l'uomo e Adamo gli rispose: «Ho udito la tua voce e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto

Ci si sente nudi, ridicoli, vulnerabili, il sangue si raggela nelle vene.. si suda freddo, c'è il timore, la paura di poter essere "giustamente" colpiti dal giudizio degli altri. Si cerca speranzosamente di nascondere non solo l'impresentabile, ma addirittura l'emozione stessa della vergogna. Ed è in questo circolo infinito che la paura, preso possesso della volontà, cerca immancambilmente di evitare lo sguardo altrui. Solo l'ingenuo, non conoscendo il bene ed il male, è immune da tale sensazione.

La vergogna cambia con il cambiare della morale comunne (suggerendoci cosa è giusto e sbagliato), è un'emozione strettamente correlata con il pudore morale, con l'indecenza. Un tempo gli anziani ci diceva che dovevamo vergognarci se non rispettavamo le leggi, ora la televisione ci suggerisce che dovremmo vergognarci se non rispettiamo certi canoni estetici. 


All'opposto della vergogna, sull'altro piatto dell'immaginaria bilancia delle emozioni, troviamo la superbia che, spudoratamente, con sfrontatezza esibisce se stessa con onore e dignità.

P.S.
Oggigiorno sembrerebbe essere prassi comune, almeno in Italia, non vergognarsi più se si è sorpresi a rubare, a prostituirsi, a sniffare cocaina ma solo se si è scoperti nelle proprie fragilità, nelle più intime debolezze come può essere un pianto d'amore o per una malattia incurabile.

2 commenti:

  1. Caro collega ho letto con interesse il suo post sulla vergogna. E' un sentimento sempre più spesso presente in terapia. Credo non sia solo una emozione ingombrante che si scatena nei rapporti interpersonali ma il segno di qualcosa non elaborato.
    Se vuole, ho lavorato un po' su questo nel lavoro che le linco.
    http://www.psicoterapiadinamica.it/2012/04/la-vergogna-in-psicoterapia/
    Buon Lavoro. Zambello

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  2. Salve Dott. Zambello, vorrei ringraziarla per l'attenzione prestata nella lettura del mio post. Conevengo con lei che la vergogna non è un'emozione ingombrante ma può rappresentare sicuramente una potenzialità di crescita personale. Ho letto il suo articolo e, pur non avendo un background psicoanalitico, apprezzo molto la sua conclusione ecologica ("...in armonia con la natura."). Spero potremmo confrontarci nuovamente su altre tematiche!
    Saluti, Andrea Antonelli

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